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Recupero e valorizzazione

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Veduta esterna della nuova copertura del sito archeologico di Faragola

Recupero e valorizzazione del sito archeologico di Faragola

Gli effetti dell’incendio sulle strutture archeologiche, furono devastanti: la copertura in legno lamellare e tessuto sintetico, realizzata a protezione della villa e per renderla fruibile, crollò accartocciandosi sui muri e sui pavimenti della villa, causando, tra le altre cose, la frattura e la calcinazione di parte dei marmi del pavimento della cenatio e la deformazione dei mosaici policromi delle terme. Entrambe le pavimentazioni subirono inoltre annerimenti e perdite di colore, non più recuperabili.

Con un pronto intervento, nel 2018 furono realizzate delle coperture in ferro a doppia falda con una fascia di coronamento in lamiera grecata a protezione degli ambienti in attesa di restauro. Il successivo progetto di restauro, che ha visto la collaborazione delle Università (università Roma Tre e Università di Foggia), della Soprintendenza ABAP BAT-FG e del Comune, è stato strutturato in due lotti, complessivamente condotti tra il 2022 e il 2026. L’intervento integra il restauro conservativo, la tutela archeologica e la valorizzazione, secondo i principi delineati fin dal primo progetto di fruizione dell’area, “pre-incendio”: conservare in situ, proteggere con strutture leggere e reversibili, restituire la spazialità antica e garantire una fruizione consapevole del complesso.

Il primo lotto, finanziato con fondi CIS Capitanata, ha rappresentato il cuore dell’intervento, riunendo in un’unica fase operativa la realizzazione della nuova copertura metallica, il restauro delle superfici decorate della cenatio e della palestra, il consolidamento delle murature e la predisposizione dei nuovi percorsi di visita. La copertura, concepita come una grande tettoia modulare, è stata progettata per garantire una protezione efficace dalle intemperie senza isolare il sito dal contesto naturale, mantenendo una percezione aperta e leggibile dell’impianto antico. Il primo lotto ha compreso anche la realizzazione dei nuovi percorsi su passerella, studiati per consentire una fruizione sicura e rispettosa delle strutture archeologiche. A chiusura e protezione dei vani più esposti, sono state inserite gabbionate e teli protettivi, utili a mitigare l’ingresso di vento, terriccio e animali nelle aree restaurate.

Passerella esterna e strutture protettive del complesso

Il secondo lotto, finanziato attraverso il programma POR Puglia 2014–2020 – Smart-In, ha avuto un carattere più circoscritto ma altrettanto significativo, concentrandosi sul restauro di due pavimentazioni del complesso termale, e mettendo in opera diverse misure finalizzate alla migliore accessibilità e fruizione dell’area, soprattutto attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie digitali, che si sommano e si integrano con quanto già realizzato prima dell’incendio.

L’ultimo intervento di restauro quindi ha voluto coordinare diverse esigenze, tutte prioritarie: sono state restaurate le superfici pavimentali con esiti innovativi, che cristallizzano gli effetti dell’incendio senza forzare il recupero dei piani precedenti; è stata garantita la tutela delle strutture mediante coperture e chiusure laterali altrettanto innovative, che assolvono la funzione di protezione degli interni e al contempo richiamano i materiali da costruzione utilizzati in antico; è stata recuperata la spazialità del complesso architettonico, richiamando i volumi dell’architettura originaria e ricostruendo il suo rapporto con il contesto paesaggistico.

Gli esiti dell’intervento risultano perfettamente armonizzati tra loro e con il paesaggio circostante, riuscendo quindi a restituire la memoria di un così rilevante patrimonio archeologico e architettonico della Capitanata e ad imporre una riflessione su un ineludibile piano di conservazione programmata, finalizzato alla piena valorizzazione del complesso.